Riportiamo qui l’articolo pubblicato da Wine Meridian a questo link.


 

Way to go: consulenza e supporto sui mercati del mondo

Esportare nei mercati del mondo, il desiderio di molti, il successo dei migliori. Oggi riuscire a comunicare i propri prodotti anche, e soprattutto, all’estero, è diventato un elemento imprescindibile per il business di qualsiasi realtà italiana che ambisca a diventare una potenza fra i distributori internazionali. Più semplice a dirsi che a farsi verrebbe da dire, infatti ogni Paese ha legislazioni, regolamenti, burocrazie totalmente differenti che vanno rispettate in tempistiche rapide, senza spazio per gli errori di spedizione. Way to go, la società di importazione che ormai da più di vent’anni opera nel settore, si propone come alleato al fianco dei produttori che guardano all’estero, ponendosi non solo come spedizioniere, bensì come consulente.

Per saperne di più, abbiamo chiacchierato con Francesco Prizzon, titolare di Way To Go srl e della “sorella” Stati Uniti Subito, specializzata nelle spedizioni del cosiddetto Nuovo Mondo, che sappiamo essere particolarmente articolato, per via del sistema tripartito vigente.

Di cosa si occupa Way To Go e da quanto siete coinvolti nel settore?
Abbiamo due società, una si occupa di spedizioni, quindi tutto ciò che riguarda gli aspetti logistici, di trasporto e di selezione dei vini. Inoltre siamo specializzati nel settore dell’omaggistica, sia per gli eventi fieristici che per ciò che riguarda eventi all’estero. Oltre a queste attività abbiamo sviluppato un filone che riguarda la spedizione di vini all’estero a privati quindi sia per l’enoturismo che per le vendite on-line a distanza.
Operiamo nel settore del vino da circa vent’anni, nel 2001, abbiamo cavalcato l’onda del fenomeno Prosecco di quegli anni, operando nella zona del nord est Italia, e ci siamo attrezzati per supportare le aziende dell’area strutturando percorsi di internazionalizzazione. Ci siamo proposti come partner per far fronte a richieste logistiche e di spedizioni, fornendo consulenza doganale per le varie normative coinvolte in ogni destinazione.

In quanti e con quali mercati lavorate?
Spediamo praticamente in tutto il mondo, ottemperando le normative di importazione; ci sono ovviamente delle destinazioni che sono proibitive per via delle normative, ad esempio i Paesi arabi integralisti, in ogni caso mercati non appetibili al momento per i produttori.
L’Asia è un continente oggi molto richiesto, soprattutto per l’area del sud est asiatico, come il Vietnam, dove ci siamo affidati anche ad importatori e distributori locali, per un supporto nelle operazioni di sdoganamento. Proprio per determinate dinamiche di distribuzione, siamo anche fornitori di MSC Crociere, e possiamo di conseguenza usufruire direttamente degli agenti doganali locali praticamente ovunque nel mondo per semplificare le operazioni di importazione.

Ci può parlare più nello specifico della consulenza che fornite su ogni mercato?
Ci concentriamo principalmente sulla risoluzione di problematiche che riguardano le normative di importazione e le documentazioni necessarie per la spedizione di prodotti doganali. Oltre a questo, forniamo una consulenza di tipo commerciale, abbiamo infatti il know how ideale per accompagnare le aziende nel primo approccio allo Stato, usufruendo di escamotage, dati naturalmente dall’esperienza sul campo, per facilitare le operazioni più rapidamente possibile.
Da tempo abbiamo un focus forte per il mercato statunitense, infatti una delle nostre società, Stati Uniti Subito, è specializzata nel mercato americano. Oltre a questa società, abbiamo veicolato le nostre forze anche su un’altra di recentissima apertura, dal nome Direct From Italy che supporta le aziende non ancora inserite sul terreno americano, che non hanno un distributore, sorpassando però i canali canonici del b2c, andando a vendere e consegnare direttamente ai destinatari. Un’azione possibile anche grazie alla stipula di una partnership con tre grandi siti americani di e-commerce, uno dei quali rientra tra i primi 10 più importanti del Paese.
Ultimo elemento, decisamente non meno importante, la possibilità di fornire indagini di mercato per posizionamento prodotti, prezzi e distribuzione, un sostegno quindi anche dal punto di vista statistico.

Le attività vengono tutte gestite dal vostro team interno o vi affidate a figure esterne?
Il 90% del know how è interno ed è frutto di tutta l’esperienza che abbiamo maturato nei mercati, la restante parte è composta da agenti locali che ci permettono di dare un servizio a 360°. Il nostro motto aziendale è che da noi il “NO” non esiste, per ogni richiesta troveremo una soluzione.

Quali sono le richieste che riscontrate più frequentemente, quali i principali trend?
In questo momento storico, l’enoturismo è un trend davvero in ascesa, è importante dare la possibilità ai turisti che vengono in Italia di poter acquistare e portarsi a casa il vino che hanno degustato e comprato durante il proprio soggiorno. Si tratta di un trend che sta seguendo un pò tutte le regioni, tra le più frequentate ci sono sicuramente Umbria, Toscana e Sicilia.
In questo periodo, inoltre, stanno pervenendo tutte le richieste inerenti all’invio dell’omaggistica natalizia. Può sembrare scontato ma anche per l’invio di omaggi è necessario prestare molta attenzione alle regole vigenti e alle documentazioni richieste, per non rischiare di vedersi tornare indietro le spedizioni, riscontrare ritardi o perdere traccia dell’omaggistica.
Nello specifico ci occupiamo di gestire le richieste dal mittente e di fornire al cliente finale il prodotto imballato ed integro, lavorando con molta cura anche al packaging, alla distribuzione e alla reportistica inerente la consegna. Per noi il reparto natalizio è molto variegato e molto importante, lo consideriamo un servizio completo, migliorato negli ultimi quindici anni, molto utile per le cantine (già oberate di lavoro nel periodo pre natalizio) che vogliono dare un buon percepito all’estero, d’altronde un vino italiano è sempre una buona immagine, tanto più se donato al destinatario.

In questi vent’anni dal vostro osservatorio come cambiato il mondo del vino e come sono cambiati produttori?
Soprattutto negli ultimi dieci anni abbiamo visto un miglioramento delle risorse umane delle cantine, fino a quindici o vent’anni fa gli esportatori erano pochi e non molto formati per affrontare i mercati. Ora, in un’era di mercati saturi, alcune destinazioni stanno diventando molto più interessanti e per esportare non è più necessario avere una cantina molto strutturata, con alti volumi. Abbiamo inoltre percepito la volontà di molte aziende di raggiungere in maniera più diretta i consumatori finali, lavorando maggiormente su una politica di comunicazione più immediata: un traguardo molto importante.